Cellulari e tumori: si all’invalidità professionale

Cellulare e tumori: sì all’invalidità professionale: la sentenza, le caratteristiche dei cellulari, regole per un corretto utilizzo

La sentenza

Risarcimento danni per malattia professionale causata da abuso di cellulare sul lavoro: la Cassazione conferma la correlazione tra uso del telefonino e insorgenza di tumori, riconoscendo al lavoratore una invalidità professionale.

L’incidenza dell’utilizzo assiduo del cellulare sull’insorgenza di tumori non è ancora del tutto dimostrata scientificamente, eppure una recente sentenza della Cassazione ha decretato l’obbligo di risarcimento a favore del lavoratore che venga colpito da malattia imputabile all’abuso del telefonino per motivi di lavoro.

La recente sentenza n. 17438 della Corte Suprema si è pronunciata a favore di un ex manager affetto da neoplasia benigna al nervo trigemino (neurinoma del Ganglio di Gasser) e il cui lavoro, protratto per oltre 10 anni, comportava l‘utilizzo del telefonino per almeno 6 ore al giorno.

Ipotizzando un legame tra i campi elettromagnetici generati dal cellulare e l’insorgenza del tumore e lamentando ancora dolori continui persistenti anche dopo la rimozione del tumore – l’ex manager aveva aperto un contenzioso con l’INAIL per il riconoscimento di una invalidità professionale, verso la quale si era già pronunciato favorevolmente il Tribunale della Corte di Appello di Brescia. Così l’Istituto è ricorso in terzo grado per confutare l’obbligo al risarcimento.

La Cassazione ha però ufficializzato il verdetto: esiste una stretta correlazione tra attività lavorativa svolta al cellulare e patologia contratta dal lavoratore, al quale spetta pertanto il risarcimento per invalidità professionale nella misura dell’80%.

 

L’elettrosmog e le caratteristiche dei cellulari

L’elettrosmog è invisibile all’occhio umano ma non per questo “poco pericoloso”.

Il telefono cellulare è utilizzato da oltre 5 miliardi di persone nel mondo, in particolare dai giovani e dai minori in età sia per lavoro che per il tempo libero. E’ diventato uno strumento irrinunciabile per comunicare ma deve essere utilizzato con precauzione.

 

Il 31 Maggio 2011 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato “possibili cancerogeni” i campi elettromagnetici a radiofrequenza sulla base dell’aumento di rischio di glioma (tipo di cancro maligno al cervello) associato all’uso di telefoni mobili.

Studi scientifici recenti indicano effetti biologici dovuti all’uso di cellulari e cordless non solo nel lungo termine ma anche nel breve termine.

Per questo motivo, nell’uso di telefoni mobili, è indispensabile seguire il principio di precauzione, cioè la minimizzazione dell’esposizione.

I telefoni cellulari sono dispositivi che emettono e ricevono onde radio ad alta frequenza: queste collegano ogni cellulare ad una rete di stazioni radio base, in modo da permettere agli utenti di fare e ricevere chiamate.

La quantità di energia da radiofrequenza assorbita da un corpo esposto ad un campo elettromagnetico come quello prodotto dal cellulare (o dal cordless) è espressa dal SAR (Specific Absorption Rate), ossia Tasso di Assorbimento Specifico la cui unità di misura è il Watt/kg.

Minore è il SAR minore sono le emissioni del cellulare.

 

15 Regole per un uso corretto del telefonino o del telefono cordless

  • In ufficio, nell’effettuare una chiamata, preferisci il telefono fisso ad un cordless o ad un cellulare.
  • Se devi acquistare un nuovo cordless, verifica che sia presente il jack per l’inserimento degli auricolari o almeno, la funzione vivavoce.
  • Se devi usare il cellulare, usa l’auricolare per diminuire l’effetto delle onde elettromagnetiche sulla tua testa (no bluetooth) oppure usa il viva voce: l’intensità del campo elettromagnetico diminuisce rapidamente con l’aumentare della distanza.
  • Evita le lunghe telefonate, alterna spesso l’orecchio durante le conversazioni e limitane drasticamente la durata (alcuni minuti).
  • Quando fai una chiamata aspetta che ti rispondano prima di avvicinare il cellulare all’orecchio.
  • Telefona quando c’è pieno campo (tutte le “tacche”) altrimenti il tuo cellulare aumenta la potenza delle emissioni sul tuo orecchio.
  • Evita le chiamate nei mezzi in movimento (auto, treno, autobus, ecc.): l’irradiamento è maggiore.
  • Durante la notte non tenere il cellulare acceso sul comodino o, peggio, sotto il cuscino (le onde elettromagnetiche disturbano il sonno); non ricaricarlo vicino al letto.
  • Se puoi, quando devi portare con te il telefonino, riponilo nella borsa o in un marsupio: non nelle tasche anteriori dei pantaloni: l’irradiamento può avere effetti nefasti sulla fertilità maschile.
  • Durante il giorno non tenere il telefonino acceso in tasca o a contatto con il corpo: appena puoi riponilo sul tavolo, negli indumenti appesi, nella borsa o nello zaino.
  • Non tenere il cellulare acceso negli ospedali o dove sono presenti apparecchiature elettromedicali, sugli aerei ed in presenza di persone con dispositivi quali pacemaker o apparecchi acustici.
  • Al cinema, a teatro, a SCUOLA tieni il cellulare spento e utilizza l’opzione segreteria.
  • L’uso del cellulare da parte dei bambini dovrebbe essere limitato alle chiamate di emergenza! Lo stesso vale per le mamme in attesa!
  • Quando acquisti un cellulare nuovo informati anche sul livello delle sue emissioni: SAR in Watt/kg e intensità di campo elettrico in V/m.
  • All’interno degli edifici il cellulare aumenta la sua potenza di emissione: nei luoghi chiusi cerca di usare la rete telefonica fissa (non il cordless).

 

Gruppo SEF – Sicurezza sul lavoro

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